Oggi a Genova Sindacale 

Riparazioni navali, salta il premio di risultato: duemila lavoratori incrociano le braccia e scendono in strada

La Fiom Cgil contesta la mancata erogazione di una somma che vale mediamente una mensilità. Luca Marenco: «Inaccettabile in un comparto dove il lavoro è tanto». Il corteo attraversa il centro diretto verso Confindustria

Sciopero e manifestazione per i lavoratori delle Riparazioni navali del porto di Genova, mobilitati contro la mancata corresponsione del premio di risultato. La protesta riguarda un comparto che occupa stabilmente circa duemila persone e nel quale il riconoscimento economico raggiunge mediamente il valore di una mensilità all’anno.

I lavoratori sono scesi in strada questa mattina e hanno formato un corteo partito da piazza Cavour. La manifestazione si è diretta verso il centro, su corso Aurelio Saffi e proseguendo in direzione della Foce e di Brignole, con disagi limitati alla circolazione segnalati dalla polizia locale. La destinazione della protesta è la sede di Confindustria, dove la Fiom Cgil intende chiedere il pagamento del premio e l’apertura di un confronto sulle condizioni economiche del comparto.

«Per la prima volta assistiamo alla mancata corresponsione del premio di risultato», denuncia Luca Marenco, responsabile Fiom Cgil per le Riparazioni navali. «Non è accettabile, soprattutto in un comparto come la navalmeccanica, dove il lavoro c’è ed è tanto».

La perdita del premio avrebbe un impatto rilevante sulle buste paga. Non si tratta di una voce marginale, ma di una somma che per molti dipendenti equivale a un intero stipendio e rappresenta una componente consolidata del reddito annuale.

Secondo il sindacato, l’intensità delle attività e il volume delle commesse rendono ancora più difficile giustificare il mancato riconoscimento economico. La Fiom Cgil ritiene che i risultati ottenuti dalle imprese siano direttamente collegati all’impegno degli addetti impiegati nei cantieri e nelle officine portuali.

«Chiederemo l’erogazione del premio e, considerati i risultati della navalmeccanica, anche condizioni migliori rispetto al passato», conclude Luca Marenco. «Quei risultati sono stati raggiunti grazie al lavoro delle persone».

“La trattativa si era arenata su diversi punti nonostante nel settore ci sia tanto lavoro – spiegano Luigi Pinasco, segretario generale Uilm Genova, Fabio Carbonaro e Mauro Rinotti, funzionari del sindacato -. Abbiamo avanzato una richiesta di anticipo. C’è l’impegno di Confindustria a riprendere la trattativa e a lavorare sull’ipotesi di accordo. In questo Paese esiste un problema salario enorme e un problema a reperire personale qualificato nella manifattura. Il nostro Paese è al palo in Europa per il recupero del potere d’acquisto e di redistribuzione della ricchezza. Oggi occorre migliorare questo accordo per valorizzare il lavoro delle nostre maestranze che meritano, innazitutto, rispetto».

La protesta porta quindi fuori dai luoghi di lavoro una vertenza che riguarda la redistribuzione dei risultati economici in uno dei settori strategici del porto genovese. Per il sindacato, la crescita dell’attività deve tradursi in un riconoscimento concreto anche per chi sostiene quotidianamente la produzione.


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